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Autore: Eloisa Modena

La straordinaria storia di Giulia: la forza di affrontare l’esame di maturità in reparto.

Il 28 giugno 2024 Giulia, una studentessa di 18 anni di Cassino, ha sostenuto il suo esame di maturità dal letto dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. Questo straordinario traguardo è stato reso possibile grazie alla scuola in ospedale e ci racconta una storia che sottolinea l’importanza di realizzare cure a misure a 360 gradi: un impegno che la Fondazione Rizzoli porta aventi ogni giorno. 

Giulia vive a Cassino e frequenta l’ultimo anno delle superiori. Un grave incidente in motorino, due anni fa, ha cambiato radicalmente la sua vita costringendola a lunghi periodi di ricovero e a numerosi interventi chirurgici.

Durante i periodi di degenza Giulia ha continuato il suo percorso educativo grazie alla scuola in ospedale –  che consente ai pazienti più piccoli di mantenere continuità con gli studi e i legami con amiche e compagni – e ha garantito a Giulia di rimanere al passo con i suoi studi.

A giugno un nuovo ricovero ha reso necessario svolgere l’esame di Stato “fuori sede”: la scuola ha prontamente organizzato tutte le procedure necessarie per consentire a Giulia di sostenere gli esami in tempo reale, proprio come i suoi compagni!

La storia di Giulia mette in luce l’importanza del supporto educativo durante la degenza ospedaliera. La Fondazione Rizzoli è fortemente impegnata in questo con il progetto “La Terrazza dei Bambini”: un luogo dedicato in particolare ai piccoli pazienti e alle loro famiglie che offrirà ambienti studiati per attività educative e ricreative

Siamo orgogliosi di sostenere progetti che garantiscono un’educazione continua e di qualità ai giovani pazienti!

Due anni pieni di vita a fianco dello IOR

Il 28 giugno 2022 nasce la Fondazione Istituto Ortopedico Rizzoli. Un giorno simbolico: lo stesso della nascita dell’Istituto nel 1896. 

Sono trascorsi due anni: due anni pieni di vita, di lavoro, di progetti e sogni da realizzare. Due anni in cui abbiamo avuto la fortuna di incontrare e aiutare tante persone speciali.

Abbiamo avuto l’onore di poter raccontare le storie di vita di persone curate dall’Istituto Ortopedico Rizzoli anche grazie all’impegno della Fondazione, che nasce proprio per questo: Christian, Enrico, Christiana, Leonardo, Valerio, Simone, e tante altre.

È grazie alle tante persone hanno deciso di sostenerci in diversi modi che la Fondazione ha potuto operare e pensare a nuovi progetti per il futuro, impegnandosi a supporto delle attività dell’Istituto: per migliorare la qualità della vita dei pazienti, in particolare quelli pediatrici; per dare valore e umanizzare le cure rendendole sempre più su misura di ciascuno e fruibili da tutti; per garantire la migliore assistenza a chi riceve le cure; per valorizzare il patrimonio storico e documentale, tesoro prezioso che lo IOR custodisce.

Due anni pieni di vita che ci hanno riempito il cuore, ve li raccontiamo.

Insieme abbiamo raggiunto molti obbiettivi

Febbraio 2023: Presentazione progetto La Terrazza dei Bambini.

Un luogo dedicato ai degenti più piccoli e alle loro famiglie fatto di ampi spazi luminosi, colorati, polifunzionali, pensati su misura, dove bimbi e ragazzi potranno giocare, svagarsi, frequentare la scuola, passare momenti sereni con famigliari e amici. Per distrarsi, anche solo per qualche ora, dal periodo di cure in ospedale.


Natale 2022/2023: Donate attrezzature ai reparti.

La Fondazione dona attrezzature varie ai reparti per offrire alle persone in lungodegenza la possibilità di essere autonome e vivere il ricovero nella maniera più accogliente possibile.


Febbraio 2024: Donata la prima protesi grazie al fondo Do.P.O.

Enrico, in arte Bubu Doc, un giovane ragazzo operato al Rizzoli nel 2017 per un raro tumore osseo, necessitava di una nuova protesi ortopedica per sostituire quella vecchia ormai logora ed obsoleta tanto da causare dolori che rendevano difficile il camminare. La Fondazione Istituto Ortopedico Rizzoli, con il suo progetto Do.P.O. (Donazioni Protesi Ortopediche), raccoglie l’appello di Ant, per collaborare nel raggiungere la cifra di 20.000 euro, necessari per acquistare un nuovo ausilio, fondamentale per rendere la vita di Bubu, un giovane già messo a dura prova in tenera età, un po’ più semplice.


Marzo 2024: Donazione Tac intraoperatoria.

Un generoso benefattore dona una sofisticata TAC intraoperatoria, sistema di diagnostica per immagini utilizzabile in sala operatoria, che consente di fotografare la situazione in tempo reale limitando l’esposizione ai raggi X per i chirurghi e il paziente, ottimizzando i risultati clinici con un minor rischio di contaminazione del campo.


Marzo 2024: Donazione Fluobeam per la diagnosi e cura del Linfedema

La Fondazione Rizzoli, grazie al prezioso sostegno di tante persone generose che hanno contribuito alla raccolta fondi “Vivere il Linfedema”, dona all’Istituto Ortopedico Rizzoli FLUOBEAM: strumentazione diagnostica essenziale per identificare la patologia del linfedema che consente la visualizzazione dei dotti linfatici, altrimenti non identificabili ad occhio nudo, e per effettuare interventi di microchirurgia mirata.


Maggio 2024: Rizzoli su Misura 3D Lab

Grazie alla generosità di un gruppo di benefattori guidato da Giovanni Domenichini, inaugura “Rizzoli su misura”, un nuovo laboratorio all’avanguardia dedicato alla progettazione e stampa 3D di protesi e prototipi personalizzati. Questo nuovo spazio presso lo IOR permetterà a ingegneri e chirurghi di collaborare per creare dispositivi medici su misura per interventi di chirurgia correttiva e ricostruttiva garantendo innumerevoli benefici per i pazienti.


Insieme abbiamo vissuto momenti importanti.

Abbiamo fortemente voluto creare eventi che fossero momenti in cui condividere assieme i risultati raggiunti e promuovere i progetti da realizzare insieme facendo conoscere le varie iniziative realizzate, anche in partnership con altre realtà.

Marzo 2023: Charity Dinner, prima cena di raccolta fondi nella Manica Lunga

Organizzata dalla Fondazione Rizzoli negli ambienti monumentali dell’Istituto per 230 ospiti che hanno aderito all’iniziativa benefica in favore del progetto La Terrazza dei Bambini, presentato in sala Vasari. Lo chef Luca Marchini ha donato agli invitati la sua arte e la sua professionalità. 


28 giugno 2023 nel Parco

Picninic memorabile nella splendida cornice di San Michele in Bosco per celebrare il primo anno di vita della Fondazione e i 127 anni dalla nascita dell’Istituto Ortopedico Rizzoli. Più di 250 ospiti hanno voluto essere presenti e celebrare questa data: abbiamo incontrato tante persone che ogni giorno con il loro lavoro contribuiscono a rendere il Rizzoli un luogo di cure all’avanguardia.


Novembre 2023: Concerto per il progetto “Vivere il Linfedema”.

Giorgio Zagnoni con l’Ensemble della Filarmonica del Teatro Comunale di Modena suonano nella Sala Vasari incantando il pubblico presente. Evento dedicato alla raccolta fondi per il progetto “Vivere il Linfedema”.


Dicembre 2023: Virtus Segafredo Bologna per Fondazione Rizzoli

Nasce la partnership con Virtus Segafredo Bologna, una importante collaborazione a sostegno dei progetti della Fondazione Rizzoli a favore dei pazienti dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.


Giugno 2024: Golf for Good

Si svolge il primo Trofeo by Fondazione Rizzoli, gara di golf dedicata alla raccolta fondi per la realizzazione del progetto EOS per i pazienti pediatrici dell’Istituto Ortopedico Rizzoli. 


28 giugno 2024 nel Chiostro

Celebriamo assieme l’anniversario di nascita della Fondazione (2022) e dell’Istituto Ortopedico Rizzoli (1896) con un’azione teatrale itinerante per i luoghi storici dello IOR, a cura di archiviozeta.

Fondazione Istituto Ortopedico Rizzoli e IOR celebrano l’anniversario della nascita di entrambi: nel 2022 la Fondazione, nel 1896 l’Istituto. 

Archiviozeta propone:

BOSCO VECCHIO – ramificazioni da Dino Buzzati
Con Diana Dardi, Gianluca Guidotti, Pouria Jashn Tirgan, Giuseppe Losacco, Andrea Maffetti, Enrica Sangiovanni, tromba Giovanni Tamburini, clarinetto GiacomoTamburini.

 Un’azione teatrale itinerante, adatta anche ai bambini e alle famiglie.

L’evento, organizzato dalla Fondazione, si ispira al lavoro della scrittrice Cristina Campo, che ha trascorso la sua infanzia nel parco del Rizzoli. Il percorso teatrale attraverserà i chiostri e il giardino del Rizzoli, partendo dal cedro dell’Himalaya nel parco di San Michele in Bosco. Verrà proposta una lettura polifonica tratta dal romanzo “Il segreto del Bosco vecchio” di Dino Buzzati, esplorando un bosco popolato da geni, alberi viventi e animali parlanti, simbolo dell’infanzia dell’umanità e del pericolo della distruzione, ma anche portatore di un messaggio d’amore.

Ti aspettiamo dalle ore 18.30 nel Chiostro delle Scuderie Ala Monumentale dell’Istituto Ortopedico Rizzoli via Pupilli, 1 – Bologna

All’ingresso sarà possibile lasciare una donazione per sostenere i progetti della Fondazione. Sarà attivo un Punto Ristoro a cura di Baroad Cocktail Catering.

Consigliamo la prenotazione: clicca qui!

Archiviozeta è un’associazione culturale e compagnia teatrale fondata nel 1999 da Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni. Dal 2003, mette in scena opere di vari autori presso il Cimitero militare germanico del passo della Futa. Questo progetto, chiamato Teatro di Marte, ha anche una pubblicazione omonima. Dal 2001 lavora sulla Memoria del ‘900 in Italia e Europa, con progetti come “La Notte” di Elie Wiesel, “La Zona Grigia” da Primo Levi, e “Nidi di ragno”.

Golf for good: in buca per la solidarietà!

Grande partecipazione per Golf for Good, il Primo Trofeo by Rizzoli svoltosi sabato 1 giugno presso il Golf Club Bologna: un evento solidale dedicato alla raccolta fondi finalizzato all’acquisto di un innovativo dispositivo medico: EOS.

L’iniziativa è nata dall’idea di un membro del CdA, che ha agito come tramite fiduciario per coinvolgere una community di nuovi potenziali sostenitori.

Alla gara Stableford 18 buche hanno partecipato 100 giocatori che hanno avuto modo di scoprire i progetti della Fondazione nel gazebo dedicato.

Alla gara è seguita la premiazione alla presenza del Direttore Generale dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, dott. Anselmo Campagna che ha portato i saluti e i ringraziamenti della presidentessa della Fondazione, dott.ssa Federica Guidi.

Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno partecipato e sostenuto l’evento!

La Fondazione dona FLUOBEAM

La Fondazione Rizzoli, grazie al prezioso sostegno di tante persone generose che hanno contribuito alla raccolta fondi “Vivere il Linfedema”, ha donato all’Istituto Ortopedico Rizzoli FLUOBEAM: un dispositivo di imaging a fluorescenza, tecnologia all’avanguardia che riveste un ruolo fondamentale nella visualizzazione dei dotti linfatici altrimenti non identificabili ad occhio nudo, che possono ora essere individuati dal chirurgo sul paziente, consentendo interventi chirurgici mirati.

FLUOBEAM è strumentazione diagnostica essenziale per identificare la patologia del linfedema e per effettuare interventi di microchirurgia, interventi di microchirurgia di vario tipo vengono già praticati all’interno della Clinica IV Ortoplastica del Rizzoli, supportati anche da un robot di altissimo livello.

Questa preziosa strumentazione testimonia un ulteriore successo per migliorare le cure e il benessere dei pazienti.

Rizzoli su misura – 3D Lab

 Eccoci al taglio del nastro!

Inaugurato il 23 maggio 2024 “Rizzoli su misura”, un nuovo laboratorio all’avanguardia dedicato alla progettazione e stampa 3D di protesi e prototipi personalizzati, realizzato grazie al supporto della Fondazione Rizzoli e alla generosità di un gruppo di benefattori guidato da Giovanni Domenichini. Questo nuovo spazio presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli permetterà a ingegneri e chirurghi di collaborare per creare dispositivi medici su misura per interventi di chirurgia correttiva e ricostruttiva.

I benefici per i pazienti sono innumerevoli: riduzione dei tempi chirurgici, minore esposizione all’anestesia, recupero più rapido e soluzioni personalizzate per casi complessi.
Utilizzando dati diagnostici come TC e risonanza magnetica, si progettano protesi perfettamente adatte alle esigenze individuali, garantendo un posizionamento anatomico ideale e simulandone il funzionamento in movimento.

Con una consolidata esperienza in protesi 3D, il Rizzoli continua a innovare per rendere le cure personalizzate sempre più accessibili.

GolfforGood: portiamo EOS al Rizzoli.

La Fondazione ha il piacere di comunicare che sabato 1 giugno 2024 sarà la giornata dedicata alla gara di golf di beneficenza  “GolfforGood”, gara 18 buche Stableford 3 Categorie in collaborazione con il Golf Club – Bologna ASD  dedicata alla raccolta fondi per la realizzazione del progetto EOS per i pazienti pediatrici dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.  Un’iniziativa che vuole celebrare sul campo di golf la condivisione, la convivialità e la logica del DONO

Per iscrizioni: info@golfclubbologna.it

EOS è un dispositivo innovativo che consente di ottenere immagini radiografiche con una significativa riduzione dell’esposizione ai raggi X rispetto ai sistemi tradizionali. Questo è particolarmente importante per i pazienti pediatrici affetti da patologie muscolo-scheletriche e posturali, come la scoliosi, che richiedono frequenti valutazioni radiologiche nel tempo.

L’introduzione di EOS al Rizzoli permetterà di effettuare studi radiografici della colonna vertebrale, del cingolo pelvico e degli arti inferiori sotto carico, con una dose di esposizione ridotta e un’immagine in 3D ad alta risoluzione. Questa tecnologia è considerata un notevole progresso nell’ambito della diagnostica radiologica per la valutazione e il trattamento di tali patologie.

BolognAltruista: un piacere conoscerci!

La Fondazione Rizzoli, grazie al socio fondatore CRIF, entrerà presto a fare parte di BolognaAltruista, associazione nata per promuovere il volontariato  flessibile connettendo domanda e offerta tra organizzazioni di volontariato e grandi aziende.

Cos’è il volontariato flessibile? È una straordinaria opportunità per dedicarsi al volontariato, a una causa in cui si crede, in maniera compatibile con le proprie esigenze, senza prendersi un impegno continuativo e decidendo di volta in volta quando partecipare. L’obiettivo? Valorizzare le potenzialità inespresse all’interno della comunità mettendo in connessione i bisogni delle associazioni, il tempo delle persone e la volontà delle aziende liberando un potenziale che altrimenti rischia di rimanere inespresso.

BolognAltruista è parte di un network che promuove la nascita in varie città italiane di iniziative non-profit: facilita il coinvolgimento dei dipendenti desiderosi di fare volontariato, con il supporto finanziario delle rispettive aziende. L’ iniziativa è di particolare valore per le realtà del terzo settore più piccole, che spesso faticano a trovare volontari per sostenere le proprie attività e rischiano di dover rinunciare ad importanti iniziative per mancanza di aiuto.

Basterà un semplice «click» per visualizzare sul portale di BolognAltruista le proposte di volontariato presenti presso la Fondazione e decidere a quale attività partecipare donando un po’ del proprio tempo libero per una buona causa.

Ci auguriamo che presto molte persone possano valorizzare il proprio desiderio di essere volontari aiutando durante gli eventi della Fondazione!

28/06/23 evento Fondazione e IOR

Operativa la nuova Tac intraoperatoria l’ortopedia vertebrale e oncologica.

È operativa da qualche settimana la sofisticata TAC intraoperatoria donata da un generoso benefattore
Un sistema di diagnostica per immagini utilizzabile in sala operatoria che consente di fotografare la situazione in tempo reale limitando l’esposizione ai raggi X per i chirurghi e il paziente, permettendo di realizzare una vasta gamma di procedure complesse ottimizzando i risultati clinici.

Si tratta di un sistema di imaging intraoperatorio abbinato a un sistema di chirurgia computer assistita che incrementa l’accuratezza dell’intervento chirurgico, fornisce immagini intraoperatorie in tempi più rapidi e con minor rischio di contaminazione del campo e la riduzione dell’esposizione a raggi X per pazienti e operatori.

La Tac in funzione.

La Tac intraoperatoria è destinata all’utilizzo nell’ambito della chirurgia vertebrale, diretta dal prof. Alessandro Gasbarrini, e degli interventi di natura oncologica eseguiti dalle altre strutture dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Sostieni assieme a noi la ricerca scientifica per migliorare le cure e il benessere dei pazienti! Scopri tutti i nostri progetti: clicca qui!

Un caloroso benvenuto ai nuovi soci!

La Fondazione Istituto Ortopedico Rizzoli desidera esprimere il suo sincero ringraziamento ai nuovi soci che hanno recentemente aderito al nostro network. Il loro sostegno contribuirà alla realizzazione dei nostri progetti finalizzati a migliorare le cure ortopediche fornite dallo IOR, a promuovere la ricerca scientifica, implementare trattamenti innovativi e valorizzare il patrimonio storico e culturale dell’Istituto. Ciascun nuovo socio rappresenta una risorsa preziosa per il progresso della nostra missione e per il miglioramento del benessere dei pazienti.

Grazie a Banca di Bologna, EssseCaffè, Gruppo Fiori, Iconsulting, Maresca e Fiorentino, Pelliconi, PenskeCars, Sprintgas-Borgo Mascarella, Valsoia. Benvenuti tra i sostenitori della Fondazione Rizzoli!

Anche la tua azienda desidera essere parte del nostro network? Scopri qui come fare.

Un tocco di solidarietà per momenti speciali.

Immagina che bello dare ai festeggiamenti un tocco di solidarietà: scegliendo le Pergamene della Fondazione Rizzoli puoi fare davvero tanto per sostenere i progetti di ricerca e le cure mediche all’avanguardia a favore dei pazienti dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Che si tratti di un Matrimonio, una Comunione, una Cresima, un Battesimo, una Laurea o un compleanno speciale, le Pergamene Solidali sono un gesto d’amore che arriverà dritto al cuore dei tuoi cari.

Celebriamo insieme la vita con le Pergamene Solidali della Fondazione Rizzoli: trasforma la tua gioia in un gesto solidale che può davvero fare la differenza per molte persone.

Ogni contributo ricevuto tramite le Pergamene Solidali sostiene i nostri progetti per migliorare le tecnologie mediche e rendere possibili percorsi di cura a misura di paziente.

Scrivi a comunicazione@fondazionerizzoli.org per ricevere maggiori informazioni e fai la differenza!

45586: un SMS per un sogno.

Dal 29 febbraio al 14 marzo donare è ancora più semplice: aiutaci anche tu a realizzare questo progetto straordinario!

Come? Dona 2€ da cellulare inviando un SMS al numero 45586, nel testo scrivi ciò che vuoi, oppure dona 5€ o 10€ da telefono fisso chiamando il numero 45586: una voce registrata ti guiderà fino al termine dell’operazione.

Sapevi che il 30% dei pazienti dello Ior ha meno di 18 anni?
La Terrazza nasce per loro, un luogo dedicato ai degenti più piccoli: un luogo fatto di ampi spazi luminosi, colorati, polifunzionali, pensati su misura, dove bimbi e ragazzi possono giocare, svagarsi, frequentare la scuola, passare momenti sereni con famigliari e amici

Per distrarsi, anche solo per qualche ora, dal periodo di cure in ospedale.

RICORDA: SMS SOLIDALE È ATTIVO FINO AL 14 MARZO!

SOSTIENI il progetto “La Terrazza dei Bambini” della Fondazione Istituto Ortopedico Rizzoli, CONTRIBUISCI alla nascita di un luogo dedicato ai pazienti pediatrici in cui potranno vivere momenti di gioco, spensieratezza e studio. 

Simone: bisogna amare la vita così com’ è!

“Nella vita ho imparato che bisogna amarla cosi com’è. Non sempre tutto va come avevamo previsto, o come volevamo, e va bene cosi: la vita è una soltanto e bisogna viverla sempre al meglio.”

Simone Demaggi è un ex paziente dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, oggi giocatore della Nazionale paralimpica di Basket e nella seria A con la  Briantea 84. 

Simone ha subito l’amputazione di una gamba a 17 anni, a seguito di un osteosarcoma, ma non si è lasciato abbattere: “Lo sport paralimpico mi ha ridato i sogni che custodivo. Arrivare a vestire la maglia della nazionale vuol dire tanto: per me la nazionale è sempre stata fondamentale, una spinta a lavorare per un grande obiettivo. La prima volta che l’ho indossata ho provato un’emozione che poche cose nella vita mi hanno procurato. Anche il fallimento fa parte del gioco, anzi è molto importante saperlo sfruttare: è  sbagliando che si cresce, dagli errori si impara e si migliora!

“Un consiglio? Continuare a sognare. In grande. Tenersi stretti i propri sogni qualsiasi essi siano e fare di tutto per raggiungerli. Non è la realizzazione del sogno la cosa più importante ma tutto quello che faremo noi per realizzarli: la strada che percorreremo ci farà diventare le persone che vogliamo essere. Io ho esaudito il sogno che avevo da piccolo: diventare un giocatore di basket.  Molti ancora pensano allo sport paralimpico come uno sport per aiutare il disabile, mentre è uno sport a tutti gli effetti: ci alleniamo due volte al giorno, andiamo in trasferta, viaggiamo per il mondo!

Da pochi mesi accanto a questa parentesi sportiva io e la mia fidanzata abbiamo avuto la fortuna di avere una bimba che si chiama Isabella ed è uno splendido nuovo capitolo della nostra vita che stiamo vivendo!”

Grazie Simone per aver condiviso con noi la tua voglia di sognare!

Simone Demaggi e Paolo Cevoli

Valerio: voglio guardare il mondo dall’alto.

Valerio colpisce. Non solo perché è vicecampione mondiale di parakarate… colpisce per la sua voce profonda e risoluta che lo fa sembrare più adulto dei suoi quasi 20 anni.

Da quando ha 3 anni Valerio è paziente dell’ Istituto Rizzoli: nasce con una grave malformazione non diagnosticata agli arti inferiori e con seri problemi ossei.
Per mamma e papà è uno shock: quando capiscono che Valerio non cammina e che gli ospedali della loro regione non hanno gli strumenti per curarlo, decidono di venire al Rizzoli.

Valerio ha subito tanti interventi, tanti da non ricordarsene. Non si riesce a costruire una protesi adatta alla sua situazione tanto che nel 2021 gli viene proposta l’amputazione volontaria che coraggiosamente accetta: “da quel momento il mio mondo è cambiato perché ho potuto indossare la protesi”.

A novembre 2023 viene operato nuovamente dal dottor Luigi Di Gennaro della struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica dell’Istituto ortopedico Rizzoli: il dolore nei primi giorni è lancinante“ringrazio tutto il reparto perché senza la loro umanità non ce l’avrei fatta a superare quel momento.  Il calore che ho trovato all’ Istituto Rizzoli non lo ho mai trovato da nessun’altra parte”.

L’obbiettivo del ragazzo è più forte di tutto: del dolore, della fatica, dei momenti di down. Valerio vuole tornare a camminare. “La soddisfazione di vedere il mondo dall’alto vale il dolore patito”.

Valerio Di Cocco Mondiali Parakarate 2023

“Il progetto de La Terrazza dei Bambini mi ha colpito subito, penso che sia un progetto rivoluzionario! Sono stato un paziente lungodegente così tante volte da sapere che la possibilità di fruire di uno spazio grande e dedicato avrebbe aiutato tantissimo me, i miei genitori, tutta la mia famiglia che mi è sempre stata accanto in lunghe e interminabili giornate. Per questo ho deciso di contribuire con la mia testimonianza: perché questo sogno si realizzi!“.

Quando non era al Rizzoli Valerio si dedicava allo sport, che è una costante della sua vita anche per combattere il sovrappeso da cui era afflitto causa la poca mobilità, grazie al supporto fondamentale della sua famiglia. A 10 anni incontra il Karate e la sua vita cambia: “Il Karate mi ha dato la spinta ad accettare la disabilità. Mi ha insegnato il rispetto, a trarre forza dalle difficoltà. Avrei potuto restare fermo, un ragazzo disabile obeso su una carrozzina… invece sono un atleta, uno studente al primo anno di Dietistica, uno tra i primi volontari su sedia a rotelle della CRI.”

Valerio è stato l’ospite della partita della Virtus Segafredo Bologna del 28 gennaio e vedere il suo video sul cubo è stato bellissimo. 

Insieme per realizzare un sogno.

Realizziamo assieme un sogno? 

La partnership siglata con Virtus Segafredo Bologna sta regalando  emozioni in campo e fuori: l’impegno del Club virtussino in questa  importante collaborazione a sostegno dei progetti della Fondazione Rizzoli ha sostenuto, nelle prime due partite dedicate, il progetto La Terrazza dei Bambini, progetto che vuole agevolare il percorso di cura dei pazienti pediatrici e regalare uno spazio dedicato in cui possano incontrare famigliari e amici, vivere momenti di svago, frequentare la scuola.

La partnership ha preso il via con la partita del 16 dicembre 2023 in cui abbiamo narrato  la storia di Simone: a 16 anni promessa del Teramo Basket, a 17 anni arriva la diagnosi di osteosarcoma a sconvolgergli la vita.
In cura all’Istituto Ortopedico Rizzoli guarisce dopo 12 cicli di chemioterapia e l’amputazione della gamba. Simone non si lascia abbattere e riprende a fare sport: “Lo sport paralimpico mi ha ridato i sogni che custodivo, mi ha permesso di ricominciare a sognare! Appena ho saputo del progetto della Fondazione ho voluto sostenerlo: per me La Terrazza dei Bambini è uno spazio per sognare, per rompere la routine e regalare serenità ai pazienti pediatrici che devono vivere lunghi periodi di degenza”.
Simone ora gioca nella Nazionale paralimpica di Basket e il suo sorriso racconta la sua serenità!

La seconda partita della Virtus Segafredo Bologna dedicata a sostenere la Fondazione e i suoi progetti si è giocata lunedì 15 gennaio 2024: ospiti narranti di questo evento Leonardo e Glenda che hanno scelto per il loro matrimonio le bomboniere solidali dell’Istituto Ortopedico Rizzoli a favore del progetto La Terrazza dei Bambini.
“Abbiamo deciso di donare appena abbiamo scoperto il progetto La Terrazza dei Bambini”... Leonardo è paziente dell’Istituto Ortopedico Rizzoli da quando aveva 5 anni: abbiamo raccontato qui la sua storia.

Sul cubo della Segafredo Arena è stato proiettato il video che racconta l’esperienza di paziente pediatrico di Leonardo e la scelta condivisa con Glenda di contribuire a realizzare La Terrazza dei Bambini: un’emozione davvero forte!

Per poter realizzare tutto questo abbiamo bisogno del tuo aiutosostieni il progetto La Terrazza dei Bambini della Fondazione Istituto Ortopedico Rizzoli.

DONA ORA e contribuisci a realizzare questo importantissimo progetto.

Ricorda: GUARDA SEMPRE IN ALTO!

Il nostro grazie a Leonardo e Glenda

Il nostro grazie a Leonardo e Glenda, sposi dal cuore generoso.

Leonardo è un giovane uomo di 31 anni pieno di vita e travolge con la sua energia: pratica tantissimi sport, ha tantissimi amici con cui ama fare cene casalinghe o andare al cinema.
Accanto a lui c’è Glenda, si sono sposati meno di un mese fa e si conoscono dal liceo: da come si guardano si capisce quanto amore c’è tra loro.

Il giorno del proprio matrimonio è un giorno speciale: Leonardo e Glenda sono stati d’accordo fin da subito nel voler rendere il loro matrimonio un giorno ancora più speciale con una piccola donazione a chi aiuta gli altri: nel giorno più bello della loro vita hanno scelto le bomboniere solidali dell’Istituto Rizzoli: la loro donazione andrà a supportare il progetto “La Terrazza dei Bambini”.

Leonardo è stato un piccolo paziente dell’ortopedia pediatrica e ci dice: “Sapere che un bambino potrà passare anche solo un’ora spensierata grazie al nostro aiuto, rende questo giorno ancora più bello.”

Leonardo è nato con una malformazione che impediva una normale deambulazione. Preso in cura dall’equipe della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica, figure che hanno un posto di rilievo nel suo cuore, affronta più operazioni e per 5 anni porta il fissatore di Ilizarov. “Me lo ricordo benissimo: giocava a calcio con le stampelle! Niente lo ha mai fermato!” E’ Glenda a raccontarci come Leonardo non abbia pensato per un attimo a farsi abbattere e proprio lei gli ha proposto di realizzare le bomboniere solidali per l’Istituto Rizzoli. Le bomboniere, che hanno creato loro stessi con amore, sono bellissime e ne sono molto orgogliosi, a chiuderle un piccolo anello prodotto da Leonardo con la sua stampante 3D: è diventato ingegnere meccanico e crea tutto quello che può con la sua stampante.

Mentre ci salutiamo suona il campanello: sono gli amici, stasera si va tutti al cinema! Domani Leonardo gioca a paddle, dopodomani c’è il tiro con l’arco, e poi il tennis…

Grazie Leonardo e Glenda!

Quando lo sport tifa per la solidarietà: Virtus Segafredo Bologna.

Nasce la partnership che vede l’impegno del Club virtussino in una importante collaborazione a sostegno dei progetti della Fondazione Rizzoli.
Partnership che prende il via con la partita del 16 dicembre, nata per sostenere i progetti a favore dei pazienti dell’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli.

Acquistando il biglietto della partita Virtus-Reyer, che vede le V nere contro la squadra di Venezia, aiuterai a riempire di vita la Terrazza dei Bambini!
Sì, perché Virtus ha deciso di donare una parte del ricavato dei biglietti, di determinati settori, a questo progetto della Fondazione Rizzoli.

Sapevi che il 30% dei pazienti dell’Istituto Ortopedico Rizzoli ha meno di 16 anni?
La Terrazza vuole essere un luogo dedicato ai pazienti più piccoli: un luogo dove bambini e ragazzi possano giocaresvagarsi, frequentare la scuola e stare assieme.
E vivere serenamente il periodo di degenza.

Virtus biglietto
Facsimile biglietto

Obbiettivo raggiunto ma… non ci fermiamo!

20.170 volte grazie!
Con il prezioso sostegno di tante persone generose abbiamo raggiunto e superato il nostro obiettivo a meno di un mese dall’apertura della raccolta fondi per “Vivere il Linfedema”.
Sempre più persone hanno deciso di essere con noi in questo importante progetto a sostegno di “Vivere il Linfedema”.
Insieme possiamo andare oltre: la raccolta prosegue, sei ancora in tempo a donare!

La musica fa bene, la musica fa del bene.

Insieme per il Linfedema. Il Maestro Giorgio Zagnoni in concerto con la Filarmonica di Modena.

La musica incanta e fa del bene.
Un concerto eccezionale per sostenere “Vivere il Linfedema” e donare all’ Istituto Ortopedico Rizzoli un nuovo dispositivo ad imaging di fluorescenza, in collaborazione con LILL.
Il Maestro Giorgio Zagnoni, flauto solista di rinomata fama, e la Filarmonica di Modena hanno incantato il pubblico della splendida Sala Vasari dello IOR, al completo per l’evento a sostegno di “Vivere il linfedema”!

Grandi emozioni per gli ospiti che con la loro presenza hanno sostenuto questo importante progetto che vuole aiutare l’Istituto Ortopedico Rizzoli ad arricchire la rete dell’offerta dei servizi della Regione Emilia Romagna, con il supporto della Lega Italiana Lotta al Linfedema, nel creare il Centro Regionale per Diagnosi e Trattamento Chirurgico del Linfedema, un Polo Diagnostico e Chirurgico che sia punto di riferimento sia per la nostra regione sia per tutti i pazienti che provengono da fuori regione che soffrono di questa patologia.

We are forever Knotted – legati per sempre

Knotted, in italiano “annodato”, come l’elemento che caratterizza le tracolle delle borse di questo piccolo brand made in Italy, rappresenta il legame di amicizia tra le due giovani fondatrici e di una delle due, Christiana, con l’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Alessandra ha 26, viene da Palermo, vive e lavora a Milano. Christiana ha 23 anni, viene da Torre del Greco e vive a Siena dove frequenta il 6° anno di Dentistry and Dental Prosthodontics.

Christiana ed Alessandra hanno creato Knotted Bag, mini bags in tessuto interamente fatte a mano, per realizzare un sogno e sostenere il progetto “La Terrazza dei Bambini” all’Istituto Ortopedico Rizzoli. Affetto, storie di vita, di valori condivisi, ispirazioni: questi i principi alla base della loro avventura. Un’idea nata dall’esperienza di Christiana, che è stata ed è ancora oggi paziente del reparto di Osteoncologia e Clinica III Ortopedica ad indirizzo oncologico dello IOR: “Quando ho letto del progetto “La Terrazza dei Bambini” ho subito deciso che avrei in qualche modo contribuito alla realizzazione di questo meraviglioso spazio. Fondare questo piccolo brand significa per me darsi una spinta verso il futuro nonostante la malattia che avanza, perseguire comunque i propri obbiettivi, così come continuo a fare con l’università e nei gruppi di ricerca di cui faccio parte. È importante continuare a portare avanti le proprie ambizioni, i progetti e i sogni.”

Tutte le borse Knotted sono realizzate a mano con cura e passione. Nei primissimi mesi di lancio del brand, nato a luglio 2023, la nostra sarta d’eccezione è stata la nonna di Christiana, Nonna Rita, che ha cucito per Knotted più di 100 borsette. Attualmente Nonna Rita ci supporta ancora molto ma il lavoro è diviso tra lei e alcune professioniste di Torre del Greco.

Della zona sono anche i nostri fornitori di stoffe e altri materiali, che cambiano in base a quello che cerchiamo per assicurarci di offrire il miglior prodotto possibile. Ogni pezzetto di tessuto, ogni piuma, ogni strass infatti è scelto tra tanti dopo una attenta ricerca...

Ciascun articolo è realizzato ad hoc e personalizzabile in diversi modi. Una volta pronte, le borse vengono affidate ad una logistica locale che fin da subito ha scelto di supportarci e che spedisce alle nostre clienti in tutta Italia.

Acquistando una Knotted Bag sostieni anche tu questo importante progetto: parte del ricavato della vendita sarà devoluto per realizzare “La Terrazza dei Bambini”, un luogo di gioco, svago, studio, convivialità per bambini ed adolescenti che seguono lunghi percorsi di cura.

Come acquistare la tua Knotted Bag? Visita la pagina Instagram knotted_handmadebags!

Vivere il LINFEDEMA

Linfedema: 40.000 nuove diagnosi all’anno in Italia, 300 milioni di persone in tutto il mondo ne soffrono. Pochi centri specializzati per effettuare una diagnosi rapida e impossibile da eliminare definitivamente, il linfedema rappresenta una malattia molto diffusa e altrettanto invalidante che colpisce una fetta abbondante della popolazione.

Ecco alcune testimonianze di associate di Lega Italiana Lotta al Linfedema.

Sconvolgente… Sapere della possibilità di aver sviluppato il linfedema è stato sconvolgente.

Non sono più soltanto R., io sono anche il mio linfedema ora: ho subito una trasformazione che mi ha obbligato a imparare un nuovo modo di vivere, di fare le cose quotidiane.

Poche settimane dopo l’intervento è comparso improvvisamente l’ingrossamento della gamba sinistra… un vero e proprio trauma.

Il dottore mi disse: “Signora le ho salvato la vita, cosa vuole che sia una gamba gonfia… si metta i pantaloni!”

Se avessi ricevuto la diagnosi subito, all’insorgere dei sintomi, non sarei arrivata al terzo stadio della malattia: è questo che fa mi stare male, sapere che ci sarebbero state delle possibilità per approcciarsi alle cure e non arrivare a questo punto.

La Sanità pubblica mi passa un bracciale ogni 8 mesi, ma è impensabile che basti. Oltre al dolore anche la beffa di tutti i costi a nostro carico!

Un tema delicato: noi Fondazione Rizzoli vogliamo accendere un riflettore su questa patologia spesso misconosciuta.

Come? Desideriamo apportare un contributo significativo per affrontare questa malattia: attraverso un approccio integrato, in rete con le associazioni che già se ne occupano, che parta da una corretta diagnosi, passi ad un corretto trattamento per arrivare, se necessario, alla microchirurgia.

Con il tuo aiuto possiamo raggiungere due grandi obiettivi: il primo è acquistare un dispositivo ad imaging di fluorescenza, tecnologia all’avanguardia, fondamentale per consentire la visualizzazione dei dotti linfatici, altrimenti non identificabili ad occhio nudo, e la loro funzionalità. Consente perciò al chirurgo di identificarli sul paziente, per poi intervenire con tecnica microchirurgica. Questa strumentazione diagnostica è assolutamente necessaria per identificare precocemente la patologia del linfedema nei pazienti e per poter effettuare gli interventi di microchirurgia.

L’obiettivo più ampio, il secondo, è aiutare l’Istituto Ortopedico Rizzoli ad arricchire la rete dell’offerta dei servizi della Regione Emilia Romagna, con il supporto della Lega Italiana Lotta al Linfedema, nel creare il Centro Regionale per Diagnosi e Trattamento Chirurgico del Linfedema, un Polo Diagnostico e Chirurgico che sia punto di riferimento sia per la nostra regione sia per tutti i pazienti che provengono da fuori regione che soffrono di questa patologia.

Che cos’è il linfedema?

Il linfedema è una condizione patologica legata ad un accumulo di liquidi nei tessuti, causata da un’alterazione del sistema linfatico che si manifesta con il gonfiore di una parte del corpo.
E’ una patologia evolutiva che tende a divenire cronica fino ad avere spesso conseguenze invalidanti, sia sul versante fisico che psicologico.

Linfedema primario: dovuto a malformazioni congenite del sistema vascolare e/o linfatico.
Coinvolge più frequentemente ma, non esclusivamente, gli arti inferiori; è di maggior riscontro nel sesso femminile, ad insorgenza precoce (prima dei 35 anni) e, più raramente, ad insorgenza tardiva (dopo i 35 anni). Molto rari sono i casi presenti dalla nascita o nei mesi successivi.

Linfedema secondario: compare quando si crea un danno diretto del sistema linfatico,quali traumi, infezioni, interventi chirurgici, terapie radianti. La forma secondaria più frequente è il linfedema oncologico, conseguente all’intervento di asportazione di linfonodi, resa necessaria per la cura di alcune forme neoplastiche.

Christiana N.: ogni giorno è un nuovo domani.

“ Avevo 21 anni quando ho scoperto il nome della mia malattia: osteosarcoma.
A 21 anni non immaginavo che avrei indossato una parrucca, che la chemio avrebbe portato via i miei lunghi capelli.

Sono Christiana, ho 23 anni e sono studentessa all’ultimo anno di Dentistry and Dental Prosthodontics, a giugno 2021 ho ricevuto la diagnosi di osteosarcoma al femore prossimale: mi è crollato il mondo addosso e da lì è cambiata tutta la mia vita.
Il dolore che mi ha portato al Pronto Soccorso dell’Istituto Rizzoli non era un’infiammazione muscolare dovuta all’equitazione, i medici l’hanno capito subito che c’era qualcosa che non andava. Quello che pensavo fosse un semplice ingresso in PS si è trasformato in ricovero con un gesso che mi impediva qualsiasi autonomia.

Sono stata ricoverata al Rizzoli per mesi, sola e senza poter vedere nessuno, nemmeno i miei genitori poiché ero già maggiorenne.
Il Covid complicava maggiormente una situazione che mi sembrava irreale: avevo contatti con le persone care solo tramite videochiamata e questo mi ha fatto capire quanto sia importante la vicinanza fisica, per sopportare il percorso di cura. Solo dopo un po’ di tempo mia madre è stata autorizzata a starmi accanto per aiutarmi.

Ho affrontato terapie fortemente debilitanti e poi sono stata operata: l’intervento è riuscito benissimo grazie ai professionisti del Rizzoli ma purtroppo le terapie non avevano dato i risultati sperati.

Sono fortunata: ho potuto soggiornare a Bologna durante il lungo periodo di cure, non posso non pensare a chi non è fortunato come me e deve sobbarcarsi ore di viaggio stando male.

A gennaio 2022 sono tornata finalmente a casa, con una protesi al femore, senza capelli, gonfia: non mi riconoscevo più e ho dovuto imparare a riconoscermi di nuovo, piano piano.
I primi controlli sono andati bene e io cominciavo di nuovo a camminare dopo i lunghi mesi allettata.

L’esito del terzo controllo è una nuova dura prova: il male non se ne è andato, si è preso altro spazio nel mio corpo. Ho affrontato nuovi interventi. Nonostante tutto questo non ho mai interrotto i miei studi, non ho mai mollato, non ho mai lasciato che i pensieri negativi si impossessassero  di me.

Il mio corpo era abitato da qualcosa di estraneo, ma la mia testa rimaneva mia. Non avevo il controllo sul fisico ma lo avevo sulla mia mente. Non potevo e non volevo lasciarmi abbattere, non potevo permettermelo se volevo affrontare quello che mi stava accadendo. Avevo capito una cosa fondamentale: il buon umore, alimentare sempre energie positive, perseguire comunque i propri obiettivi e soprattutto condividere momenti con le persone a cui vogliamo bene erano l’unica via percorribile per non farsi sopraffare dalla malattia.

I miei genitori mi sono sempre stati vicino e mi hanno dato una grande forza; sono volati negli USA per cercare nuove possibili cure; Boston, MIT, Mayo Clinic… la risposta è stata unanime: restate al Rizzoli, è il centro migliore dove curare questo tipo di tumore. Di una cosa sono certa: senza il Rizzoli forse ora non sarei qui.

Quest’estate purtroppo ho dovuto nuovamente riprendere le cure, ma non lascio che questo alteri troppo la mia vita, la settimana è divisa tra cure e università: la mattina sono in reparto e il pomeriggio studio, sono anche membro attivo di gruppi di ricerca. A luglio mi laureerò!

A farmi compagnia durante le 4 ore di viaggio che mi separano dal luogo delle cure all’università, c’è Sandy la mia cagnolina di un anno che è una fonte inesauribile di tenerezza e allegria.

Quando al Rizzoli ho scoperto il progetto “La Terrazza dei Bambini”, ho subito avvertito fortissimo il desiderio di contribuire alla realizzazione di questo meraviglioso e importantissimo spazio.

Con la mia cara amica Alessandra abbiamo quindi pensato di fondare un piccolo brand made in Italy per produrre una collezione di borsette handmade: Knotted BagParte del ricavato delle vendite lo doneremo a sostegno della nascita de“La Terrazza dei Bambini”Knotted ha preso vita ufficialmente a Luglio e mi consente di proiettarmi nel futuro, nonostante le prove difficili che devo affrontare.

La vita è forte, è più forte di tutto: continuare a portare avanti le proprie ambizioni, i propri progetti, credere nei propri sogni, non mollare mai, non diventare lo specchio della propria diagnosi… questa è la medicina più importante per guardare al domani con fiducia.

Ogni giorno è nuovo giorno che riempio di tante cose, sono da sempre una ragazza con tanti interessi e voglia di fare: lo studio, il lavoro, le persone care, il progetto Knotted Bag...

Ogni nuovo giorno è un domani in più. Ed io nel mio domani ci credo, nonostante tutto.”

Medici, botanici e alchimisti. Viaggio tra scienza e arte nelle collezioni del Rizzoli

“Medici, botanici e alchimisti. Viaggio tra scienza e arte nelle collezioni del Rizzoli”: la nuova mostra in allestimento nello spazio museale della Biblioteca dell’Istituto Ortopedico Rizzoli apre domenica 8 ottobre 2023.

La passione per lo studio della natura ha permeato il Rinascimento ispirando innumerevoli ricerche sulle piante e le loro proprietà curative. La mostra nasce nel solco di tali conoscenze e ispirazioni svelandoci la connessione straordinaria tra la Scienza e l’Arte che continua a ispirare e a celebrare la bellezza della natura.

La responsabile delle Biblioteche Scientifiche dell’Istituto Ortopedico Rizzoli Patrizia Tomba e la nota scultrice Mirta Carroli allestiscono un’esposizione che connette Scienza e Arte.

Già negli erbari più antichi troviamo l’Albero della Vita, simbolo di nascita e rinascita con radici in molte culture: tronco, rami, foglie, fiori, frutti, radici, sono stati accuratamente osservati e acquarellati in splendide tavole.

L’artista Mirta Carroli, partendo dal concetto di Leonardo da Vinci “… ha messo la natura la foglia degli ultimi rami di molte piante che sempre la sesta è sopra la prima…”, crea un personale “Albero della Vita” le cui foglie richiamano un prezioso monile a forma di foglia ogivale esposto nella teca centrale dello spazio museale della Biblioteca.

Entrambe le opere dialogano con i preziosi libri della Donazione Putti come il Commentarii, dato alle stampe dal medico Pietro Andrea Mattioli nel 1554: un’enciclopedia farmacologica caratterizzata da magnifiche xilografie a colori in cui sono descritte centinaia di piante e le loro potenzialità.

A concludere la mostra alcune opere con studio dal vero di Remo Scoto (1898-1965), uno dei disegnatori anatomici più apprezzati in Italia.

L’esposizione inaugura domenica 8 ottobre alle ore 17 e a seguire, alle ore 18, nella Sala Vasari, il concerto curato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma.

Sempre domenica 8 ottobre l’Istituto Ortopedico Rizzoli propone visite guidate alla biblioteca cinquecentesca dell’Ospedale, antico luogo di studio dei monaci olivetani, affrescata nel 1677 da Domenico Maria Canuti, allievo di Guido Reni. La Biblioteca conserva una delle più rare e complete collezioni librarie esistenti in campo ortopedico. L’evento cade nella seconda giornata nazionale degli Ospedali Storici Italiani organizzata da ACOSI (Associazione Culturale Ospedale Storici Italiani).
Visite guidate gratuite: ore 15, 15.30, 16 e 16.30 per gruppi di massimo 15 persone a turno. Per info e prenotazioni biblioteca@ior.it

Occasioni davvero imperdibili per conoscere l’importante patrimonio artistico dell’Istituto!

Appartiene a questo patrimonio anche il giardino all’italiana, ora in disuso, voluto dal Professor Putti che trasformò quello che era uno spazio riservato ai soli pazienti in un giardino in stile rinascimentale facendo costruire eleganti aiuole, una balaustra in pietra, una scalinata, una fontana circolare e alcune panchine.

La Fondazione è impegnata nel progetto di ripristino del giardino all’italiana dell’Ospedale: un passo importante per restituire l’eleganza e la bellezza del luogo rendendolo fruibile a pazienti e visitatori.

Migliori ospedali ortopedici al mondo: il Rizzoli nella top ten.

8° posto al mondo nella graduatoria annuale dei migliori ospedali ortopedici redatta dalla rivista statunitense Newsweek, prestigioso magazine USA che annualmente cura una graduatoria dei migliori ospedali al mondo distinti per specialità. 
 
Condividiamo con orgoglio l’importante riconoscimento internazionale ottenuto dall’ Istituto Rizzoli: “riconoscimento che nasce dall’altissima specializzazione delI’ Istituto, in cui la stretta integrazione tra assistenza e ricerca consente di offrire sempre nuove opportunità di cura” come commentato dal direttore generale Anselmo Campagna. 

Qui l’articolo completo del Newsweek: The World’s Best Specialized Hospitals 2024-Orthopedics

 

Fondazione Rizzoli e Ant insieme per Enrico.

L’unione fa la forza! Fondazione Rizzoli e Ant insieme per aiutare Enrico a ricevere una nuova protesi che gli garantirà una migliore qualità di vita.

Enrico, in arte Bubu Doc, operato al Rizzoli nel 2017 per un raro tumore osseo, necessita di una nuova protesi ortopedica: quella che attualmente Enrico utilizza è logora ed obsoleta e gli causa dolore tanto da rendere difficile il camminare. 

La Fondazione Istituto Ortopedico Rizzoli, con il suo progetto Do.P.O. (Donazioni Protesi Ortopediche), ha prontamente raccolto l’appello di Ant, per collaborare nel raggiungere la cifra di 20.000 euro, necessari per acquistare nuovo ausilio, fondamentale per rendere la vita di questo ragazzo, già messo a dura prova in tenera età, un po’ più semplice.

Il nuovo ausilio, fabbricato dall’azienda Ottobock, permetterà ad Enrico di muoversi con minor fatica e un minor dispendio energetico: tutto questo per prevenire eventuali complicanze dovute all’affaticamento eccessivo nel movimento. 

La protesi è caratterizzata da articolazioni del ginocchio e dell’anca polifunzionali in titanio e a controllo idraulico, mentre il piede sarà in fibra di carbonio. 

Non appena abbiamo appreso della necessità di Enrico di una nuova protesi e dell’impegno di Ant nella raccolta fondi per l’acquisto – spiega Federica Guidi presidente della Fondazione Rizzoli – abbiamo attivato il nostro progetto Do.P.O. istituito fin dalla nascita della Fondazione affinché i pazienti con necessità particolari possano accedere a protesi altamente tecnologiche ed evolute, sulla base di un progetto riabilitativo adeguato. Siamo molto felici di collaborare con la Fondazione Ant e contribuire a dare la possibilità ad Enrico di tornare ad una vita piena, alle sue attività e alle sue passioni. 

La Fondazione crede molto in questo progetto e speriamo, dopo questa prima importante possibilità, di contribuire ad aiutare molti altri giovani e non solo a ritrovare le forze per superare gli ostacoli imposti da traumi o malattie”. 

La Fondazione Rizzoli si è quindi impegnata ad aggiungere ai fondi raccolti dalla campagna di Ant, e alla quota coperta dal sistema sanitario nazionale, tutta la cifra necessaria per affrontare il costo del nuovo ausilio realizzato su misura per Enrico, dalle caratteristiche molto particolari. La campagna di raccolta di Ant è stata pertanto chiusa e dall’inizio di agosto i fondi saranno già disponibili per l’acquisto.

Un picnic memorabile: 28 giugno nel Parco.

Una serata speciale, persone speciali, un luogo speciale.

Il Picninic nella splendida cornice di San Michele in Bosco è stata un’occasione per condividere assieme un momento molto importante: 1 anno dalla nascita della Fondazione e 127 anni dalla nascita dell’Istituto Ortopedico Rizzoli. Più di 250 persone hanno voluto essere presenti e celebrare questa data, che ha avuto anche il patrocinio del quartiere Santo Stefano.

Abbiamo incontrato tante persone che ogni giorno con il loro lavoro contribuiscono a rendere il Rizzoli un’eccellenza, un luogo di cure all’avanguardia, un luogo in cui la cura abita nel suo significato più completo.

A rendere magico questo evento ha contribuito il cielo terso, l’aria frizzante, le note di Carlo Maver con il suo Acoustic Trio.

L’Officina Ortopedica Rizzoli

Una storia che parte da lontano, una storia che possiamo raccontarvi grazie alla visione innovativa che da subito si afferma al Rizzoli e che trova nel professor Pietro Panzeri, direttore all’Istituto Ortopedico Rizzoli nel periodo 1896-1898, prima di Alessandro Codivilla, un attento interprete: grazie alla sua determinazione e lungimiranza nasce l’Officina Ortopedica

Il professor Panzeri riteneva fondamentale dotare l’Istituto di un’officina interna e un meccanico ortopedico per poter costruire apparecchi fatti sullo stesso corpo del paziente, adattandoli e commisurandoli ai suoi difetti e ai bisogno della cura: apparecchi su misura.

L’Officina trova posto nei sotterranei nell’angolo nord-est dell’Istituto e viene fornita delle macchine e degli strumenti necessari alla perfetta costruzione degli apparecchi; la direzione temporanea, a partire dal primo gennaio 1898, viene affidata alla ditta Lollini, operante a Bologna dal 1836, che godeva di buona fama in Italia e all’estero nel settore della strumentazione medico-chirurgica. L’Officina diventa operativa nel gennaio del 1901 quando Alessandro Codivilla, già direttore del nosocomio dal 1899, decide di affidarne definitivamente l’appalto ad Augusto Lollini, il più giovane dei titolari. Nel 1907 si ampliano i locali dell’officina per consentire le lavorazioni di calzoleria, della corameria e della celluloide.

Nel 1910 l’Officina è composta da 8 meccanici, un sellaio, un calzolaio, un tecnico, due arrotini, una bustaia e due impiegati: il successo riscontrato e la mole aumentata di lavoro necessitano di spazi più ampi e vengono quindi messi a disposizione quattro locali sotterranei e tre al piano terra. Le lavorazioni più pericolose erano effettuate in locali idonei, separati dagli altri. Si acquistano i macchinari per la lavorazione dei materiali grezzi per poter seguire tutto il processo di lavorazione, fino ad ottenere lo strumento finito. Il lavoro è così preciso e coordinato che si avvia un primo tentativo di industrializzazione: per le operazioni più semplici la manodopera meno qualificata viene sostituita da macchine apposite. L’Officina è così in grado di produrre anche mobilio per sale operatorie, macchinari per chinesiterapia, ferri chirurgici e autoclavi.

L’Officina risulta sempre più fondamentale per poter realizzare con comodità e velocità le prove degli apparecchi: i medici possono seguirne la realizzazione commisurandoli ai problemi del malato ed alle cure relative.

Nel 1915 l’Officina passa in gestione totale all’Istituto Rizzoli: con l’entrata in guerra dell’Italia Vittorio Putti, che nel frattempo era diventato direttore unico, intuisce la necessità di riorganizzare e potenziare l’attività produttiva in quanto l’arrivo dei militari feriti al fronte rende necessario un forte cambiamento. Putti decide di sciogliere il contratto con Lollini dando corso a un’officina ortopedica direttamente controllata dal direttore dell’Istituto.

Durante tutta la guerra l’Istituto Ortopedico Rizzoli si adopera in ogni modo per poter ospitare i feriti e i mutilati che giungono numerosi dal fronte. Tutti gli spazi disponibili, compresi la biblioteca e l’ex refettorio dei monaci, vengono trasformati in sale di degenza. 

L’ Officina assume un ruolo importantissimo e qui vengono costruiti gli arti artificiali di migliaia di mutilati: manufatti razionali e funzionali, ma anche validi esteticamente, grazie all’opera di Augusto Fusaroli, valente artigiano, al quale si devono anche la biblioteca e lo studio di Putti (1924-1925).

La produzione dell’Officina assume un respiro internazionale ed ha più volte occasione di confrontarsi con industrie sanitarie nazionali ed estere: nel 1917 partecipa alla prima Esposizione Nazionale delle Protesi a Bologna e a quelle annesse alle Conferenze Interalleate Sanitarie di Parigi (1917), Londra (1918), Roma (1919), dove si distingue sempre per il valore delle sue lavorazioni.

Il Ministero della Guerra e l’Opera Nazionale Invalidi di Guerra (ONIG) le attribuiscono il titolo di “Officina Nazionale di Protesi”: dall’inizio delle ostilità a tutto il 1920 vengono prodotti 8500 apparecchi di protesi, 6100 calzature, 2200 apparecchi ortopedici.

Superata l’emergenza bellica si cerca di migliorare l’organizzazione dell’Istituto decentrando alcuni dei servizi all’esterno: le officine vengono trasferite in Via Panoramica, oggi Via Codivilla, in una sede più spaziosa e funzionale. Nascono poi alcune filiali in Italia: Genova nel 1921, Bari nel 1922, Trieste nel 1923. Nel tempo si è arrivati a coprire l’intero territorio nazionale

Da una piccola officina nei sotterranei alla stampa in 3D: con orgoglio possiamo dire che l’Istituto Ortopedico Rizzoli è stato pioniere nel campo delle protesi e della loro personalizzazione, diventando leader nell’innovazione delle cure su misura.

Rizzoli su misura: 3D Lab

Innovazione in Ortopedia. Medicina personalizzata. Impianti su misura. Custom-made. 3D printing. Team working. Queste le parole chiave alla base del progetto 3D Lab, all’interno del più ampio “Rizzoli su Misura”. A raccontarci questo importante progetto è l’ingegner Alberto Leardini, direttore del Laboratorio di Analisi del movimento e valutazione funzionale protesi

Il progetto 3D Lab nato all’interno dell’Istituto Ortopedico Rizzoli rappresenta un’innovazione significativa nel campo della medicina personalizzata e degli impianti su misura. L’Istituto, da tempo, si occupa con grande competenza di pazienti che necessitano di cure personalizzate, grazie all’esperienza di esperti clinici e ricercatori specializzati nel campo del custom made.

L’obiettivo principale del nostro Istituto è creare un laboratorio 3D centralizzato che funga da punto di riferimento per i chirurghi e permetta la condivisione di tecnologie e competenze tra i professionisti. Inoltre, l’obiettivo è di creare un archivio storico di casi clinici significativi per migliorare costantemente la cura personalizzata del paziente e formare le nuove generazioni di chirurghi ed ingegneri.

La progettazione su misura offre numerosi vantaggi e i prodotti del 3D Lab trovano ampio campo di applicazione nella chirurgia ortopedica, inclusa quella oncologica, la pediatrica, la ricostruttiva e recentemente anche la chirurgia elettiva di particolare complessità. La stampa 3D consente la produzione di replica esatta dell’area anatomica di interesse, i biomodelli, a partire da immagini avanzate come la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica, e software di ricostruzione 3D. I nostri ortopedici, supportati da ingegneri e tecnici specializzati, possono studiare e progettare dispositivi personalizzati, come impianti, placche, innesti o guide di taglio, con estrema precisione. I materiali utilizzati per la stampa 3D sono polimeri plastici o resine per la produzione di prototipi, mentre gli impianti finali sono realizzati in titanio o cromo-cobalto.

La progettazione personalizzata degli impianti in ortopedia è strategica poiché permette di ridurre i tempi chirurgici, migliorare i risultati clinici, diminuire la riabilitazione e i fallimenti, nonché limitare i costi complessivi.”

L’area identificata per il 3D Lab sarà l’ex archivio fotografico dell’ospedale, sarà dotata di computer ad alte prestazioni e stampanti con diverse tecnologie e materiali. Quest’area servirà come centro di analisi delle immagini, modellazione anatomica, progettazione e stampa di prototipi. Inoltre, ospiterà spazi per la formazione, l’archivio dei casi clinici e il materiale didattico e storico.

Il 3D Lab non solo favorirà una maggiore sinergia tra i professionisti nell’assistenza ai pazienti, ma sarà aperto anche ai pazienti stessi, agli studenti, alle istituzioni e alle aziende per apprendere e discutere le attività di progettazione personalizzata. I medici e gli operatori sanitari potranno comunicare direttamente con i ricercatori e i tecnici per lo sviluppo ottimale delle tecniche e dei dispositivi, favorendo ulteriori miglioramenti nella progettazione e nella realizzazione di impianti personalizzati.

Il centro di progettazione personalizzata avrà sede presso il Rizzoli di Bologna, ma potrà servire anche le altre sedi del Rizzoli a Bagheria, Bentivoglio e Argenta tramite servizi digitali a distanza.

In futuro sarà valutata anche la possibilità di ampliare ad altre strutture questo prezioso servizio.

Laboratorio fotografico: un nuovo spazio museale.

Il progetto Rizzoli su Misura dell‘Istituto Ortopedico Rizzoli prevede la realizzazione, nello spazio che un tempo era dedicato al Laboratorio fotografico, di un 3D Lab con postazioni e stampanti 3d di ultima generazione.

Ma non è tutto: uno spazio museale aperto al pubblico verrà presto realizzato a fianco di questo laboratorio altamente tecnologico: spazio che vuole raccontare l’affascinante storia di come, dalle prime radiografie diagnostiche e fotografie della fine del 1800 si sia arrivati oggi a progettare elementi ad hoc per ogni paziente; di come gli strumenti di analisi utilizzati solo un secolo fa, che oggi appaiono oggetti antichissimi, siano in realtà gli antenati delle tecnologie 3D che permetteranno al Rizzoli di essere sempre luogo d’eccellenza e all’avanguardia nella diagnosi e cura.

L’Istituto Rizzoli, oltre al suo importante patrimonio storico-artistico rappresentato dal complesso architettonico dell’ex Convento di San Michele in Bosco e dalle opere Seicentesche in esso presenti, vanta anche un ricco patrimonio storico-scientifico che racconta la sua storia e il progresso medico nel campo dell’ortopedia. 

Questo patrimonio, situato nei depositi dell’ospedale, ha raccolto nel corso degli anni migliaia di negativi fotografici in vetro datati dal 1896 al 1970, pellicole 16mm dagli anni ’70 agli anni ’90 e strumenti d’epoca utilizzati per l’analisi delle radiografie. Inoltre è presente una collezione di scheletri e parti anatomiche affette da patologie ortopediche che raccontano sia la storia dell’Istituto Rizzoli che il progresso medico-scientifico nel corso del tempo.

Fino ad ora, questi preziosi oggetti sono rimasti inaccessibili al pubblico, ma presto avranno uno spazio espositivo proprio negli antichi locali del laboratorio fotografico, adiacenti al 3D Lab. Questo spazio espositivo sarà un luogo in cui la storia dell’Istituto Rizzoli e i progressi nella ricerca e nel trattamento delle patologie ortopediche potranno essere rivelati e condivisi con il pubblico.

Attraverso la mostra di negativi fotografici, pellicole, strumenti d’epoca e parti anatomiche, i visitatori avranno l’opportunità di immergersi nella storia dell’Istituto Rizzoli e scoprire come sia diventato uno dei migliori istituti ortopedici al mondo. 

L’apertura di questo spazio espositivo a supporto del 3D Lab rappresenterà un punto di incontro tra la storia e la medicina, offrendo una prospettiva unica sulle scoperte e le innovazioni nel campo dell’ortopedia nel corso dei secoli, oltre che  un’occasione per valorizzare il patrimonio storico-scientifico dell’Istituto Rizzoli e renderlo accessibile a un pubblico più ampio. Sarà un luogo di scoperta e apprendimento non solo per i pazienti e i professionisti sanitari, ma anche per gli appassionati di storia, gli studenti e il pubblico in generale.

3D Lab: un progetto per rendere le cure “su misura”

Vogliamo ringraziare coloro che hanno donato a favore del progetto 3D Lab: un laboratorio 3D per ampliare la possibilità di avere una medicina personalizzata e impianti su misura per i pazienti, punto di riferimento per i chirurghi e luogo di condivisione di tecnologie e competenze tra professionisti. Un grazie a Giovanni Domenichini, membro del nostro CdA, e alle persone che hanno deciso con la loro generosità, di rendere possibile questo bellissimo progetto:

Nicola Ancarani, Giampiero Bergami, Gianmaria Cesari, Giuseppe Colaiacovo, Brunello Cucinelli, Augusto e Vincenzo Cremonini, Luca Dini, Massimo Galassini, Davide Galletti, Fabio Gallia, Claudio Lucchese, Alessandro Menozzi, Marco Minoccheri, Gianluca Pavanello, Piero Pennesi, Enrico Rossetti, Luca Sghedoni, Lamberto Tacoli, Massimiliano Tacoli.

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