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Tag: #fondazionerizzoli #rizzolisumisura #orthopedicresearch

Operativa la nuova Tac intraoperatoria l’ortopedia vertebrale e oncologica.

È operativa da qualche settimana la sofisticata TAC intraoperatoria donata da un generoso benefattore
Un sistema di diagnostica per immagini utilizzabile in sala operatoria che consente di fotografare la situazione in tempo reale limitando l’esposizione ai raggi X per i chirurghi e il paziente, permettendo di realizzare una vasta gamma di procedure complesse ottimizzando i risultati clinici.

Si tratta di un sistema di imaging intraoperatorio abbinato a un sistema di chirurgia computer assistita che incrementa l’accuratezza dell’intervento chirurgico, fornisce immagini intraoperatorie in tempi più rapidi e con minor rischio di contaminazione del campo e la riduzione dell’esposizione a raggi X per pazienti e operatori.

La Tac in funzione.

La Tac intraoperatoria è destinata all’utilizzo nell’ambito della chirurgia vertebrale, diretta dal prof. Alessandro Gasbarrini, e degli interventi di natura oncologica eseguiti dalle altre strutture dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Sostieni assieme a noi la ricerca scientifica per migliorare le cure e il benessere dei pazienti! Scopri tutti i nostri progetti: clicca qui!

Un caloroso benvenuto ai nuovi soci!

La Fondazione Istituto Ortopedico Rizzoli desidera esprimere il suo sincero ringraziamento ai nuovi soci che hanno recentemente aderito al nostro network. Il loro sostegno contribuirà alla realizzazione dei nostri progetti finalizzati a migliorare le cure ortopediche fornite dallo IOR, a promuovere la ricerca scientifica, implementare trattamenti innovativi e valorizzare il patrimonio storico e culturale dell’Istituto. Ciascun nuovo socio rappresenta una risorsa preziosa per il progresso della nostra missione e per il miglioramento del benessere dei pazienti.

Grazie a Banca di Bologna, EssseCaffè, Gruppo Fiori, Iconsulting, Maresca e Fiorentino, Pelliconi, PenskeCars, Sprintgas-Borgo Mascarella, Valsoia. Benvenuti tra i sostenitori della Fondazione Rizzoli!

Anche la tua azienda desidera essere parte del nostro network? Scopri qui come fare.

Un tocco di solidarietà per momenti speciali.

Immagina che bello dare ai festeggiamenti un tocco di solidarietà: scegliendo le Pergamene della Fondazione Rizzoli puoi fare davvero tanto per sostenere i progetti di ricerca e le cure mediche all’avanguardia a favore dei pazienti dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Che si tratti di un Matrimonio, una Comunione, una Cresima, un Battesimo, una Laurea o un compleanno speciale, le Pergamene Solidali sono un gesto d’amore che arriverà dritto al cuore dei tuoi cari.

Celebriamo insieme la vita con le Pergamene Solidali della Fondazione Rizzoli: trasforma la tua gioia in un gesto solidale che può davvero fare la differenza per molte persone.

Ogni contributo ricevuto tramite le Pergamene Solidali sostiene i nostri progetti per migliorare le tecnologie mediche e rendere possibili percorsi di cura a misura di paziente.

Scrivi a comunicazione@fondazionerizzoli.org per ricevere maggiori informazioni e fai la differenza!

Simone: bisogna amare la vita così com’ è!

“Nella vita ho imparato che bisogna amarla cosi com’è. Non sempre tutto va come avevamo previsto, o come volevamo, e va bene cosi: la vita è una soltanto e bisogna viverla sempre al meglio.”

Simone Demaggi è un ex paziente dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, oggi giocatore della Nazionale paralimpica di Basket e nella seria A con la  Briantea 84. 

Simone ha subito l’amputazione di una gamba a 17 anni, a seguito di un osteosarcoma, ma non si è lasciato abbattere: “Lo sport paralimpico mi ha ridato i sogni che custodivo. Arrivare a vestire la maglia della nazionale vuol dire tanto: per me la nazionale è sempre stata fondamentale, una spinta a lavorare per un grande obiettivo. La prima volta che l’ho indossata ho provato un’emozione che poche cose nella vita mi hanno procurato. Anche il fallimento fa parte del gioco, anzi è molto importante saperlo sfruttare: è  sbagliando che si cresce, dagli errori si impara e si migliora!

“Un consiglio? Continuare a sognare. In grande. Tenersi stretti i propri sogni qualsiasi essi siano e fare di tutto per raggiungerli. Non è la realizzazione del sogno la cosa più importante ma tutto quello che faremo noi per realizzarli: la strada che percorreremo ci farà diventare le persone che vogliamo essere. Io ho esaudito il sogno che avevo da piccolo: diventare un giocatore di basket.  Molti ancora pensano allo sport paralimpico come uno sport per aiutare il disabile, mentre è uno sport a tutti gli effetti: ci alleniamo due volte al giorno, andiamo in trasferta, viaggiamo per il mondo!

Da pochi mesi accanto a questa parentesi sportiva io e la mia fidanzata abbiamo avuto la fortuna di avere una bimba che si chiama Isabella ed è uno splendido nuovo capitolo della nostra vita che stiamo vivendo!”

Grazie Simone per aver condiviso con noi la tua voglia di sognare!

Simone Demaggi e Paolo Cevoli

Il nostro grazie a Leonardo e Glenda

Il nostro grazie a Leonardo e Glenda, sposi dal cuore generoso.

Leonardo è un giovane uomo di 31 anni pieno di vita e travolge con la sua energia: pratica tantissimi sport, ha tantissimi amici con cui ama fare cene casalinghe o andare al cinema.
Accanto a lui c’è Glenda, si sono sposati meno di un mese fa e si conoscono dal liceo: da come si guardano si capisce quanto amore c’è tra loro.

Il giorno del proprio matrimonio è un giorno speciale: Leonardo e Glenda sono stati d’accordo fin da subito nel voler rendere il loro matrimonio un giorno ancora più speciale con una piccola donazione a chi aiuta gli altri: nel giorno più bello della loro vita hanno scelto le bomboniere solidali dell’Istituto Rizzoli: la loro donazione andrà a supportare il progetto “La Terrazza dei Bambini”.

Leonardo è stato un piccolo paziente dell’ortopedia pediatrica e ci dice: “Sapere che un bambino potrà passare anche solo un’ora spensierata grazie al nostro aiuto, rende questo giorno ancora più bello.”

Leonardo è nato con una malformazione che impediva una normale deambulazione. Preso in cura dall’equipe della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica, figure che hanno un posto di rilievo nel suo cuore, affronta più operazioni e per 5 anni porta il fissatore di Ilizarov. “Me lo ricordo benissimo: giocava a calcio con le stampelle! Niente lo ha mai fermato!” E’ Glenda a raccontarci come Leonardo non abbia pensato per un attimo a farsi abbattere e proprio lei gli ha proposto di realizzare le bomboniere solidali per l’Istituto Rizzoli. Le bomboniere, che hanno creato loro stessi con amore, sono bellissime e ne sono molto orgogliosi, a chiuderle un piccolo anello prodotto da Leonardo con la sua stampante 3D: è diventato ingegnere meccanico e crea tutto quello che può con la sua stampante.

Mentre ci salutiamo suona il campanello: sono gli amici, stasera si va tutti al cinema! Domani Leonardo gioca a paddle, dopodomani c’è il tiro con l’arco, e poi il tennis…

Grazie Leonardo e Glenda!

Quando lo sport tifa per la solidarietà: Virtus Segafredo Bologna.

Nasce la partnership che vede l’impegno del Club virtussino in una importante collaborazione a sostegno dei progetti della Fondazione Rizzoli.
Partnership che prende il via con la partita del 16 dicembre, nata per sostenere i progetti a favore dei pazienti dell’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli.

Acquistando il biglietto della partita Virtus-Reyer, che vede le V nere contro la squadra di Venezia, aiuterai a riempire di vita la Terrazza dei Bambini!
Sì, perché Virtus ha deciso di donare una parte del ricavato dei biglietti, di determinati settori, a questo progetto della Fondazione Rizzoli.

Sapevi che il 30% dei pazienti dell’Istituto Ortopedico Rizzoli ha meno di 16 anni?
La Terrazza vuole essere un luogo dedicato ai pazienti più piccoli: un luogo dove bambini e ragazzi possano giocaresvagarsi, frequentare la scuola e stare assieme.
E vivere serenamente il periodo di degenza.

Virtus biglietto
Facsimile biglietto

La musica fa bene, la musica fa del bene.

Insieme per il Linfedema. Il Maestro Giorgio Zagnoni in concerto con la Filarmonica di Modena.

La musica incanta e fa del bene.
Un concerto eccezionale per sostenere “Vivere il Linfedema” e donare all’ Istituto Ortopedico Rizzoli un nuovo dispositivo ad imaging di fluorescenza, in collaborazione con LILL.
Il Maestro Giorgio Zagnoni, flauto solista di rinomata fama, e la Filarmonica di Modena hanno incantato il pubblico della splendida Sala Vasari dello IOR, al completo per l’evento a sostegno di “Vivere il linfedema”!

Grandi emozioni per gli ospiti che con la loro presenza hanno sostenuto questo importante progetto che vuole aiutare l’Istituto Ortopedico Rizzoli ad arricchire la rete dell’offerta dei servizi della Regione Emilia Romagna, con il supporto della Lega Italiana Lotta al Linfedema, nel creare il Centro Regionale per Diagnosi e Trattamento Chirurgico del Linfedema, un Polo Diagnostico e Chirurgico che sia punto di riferimento sia per la nostra regione sia per tutti i pazienti che provengono da fuori regione che soffrono di questa patologia.

We are forever Knotted – legati per sempre

Knotted, in italiano “annodato”, come l’elemento che caratterizza le tracolle delle borse di questo piccolo brand made in Italy, rappresenta il legame di amicizia tra le due giovani fondatrici e di una delle due, Christiana, con l’Istituto Ortopedico Rizzoli.

Alessandra ha 26, viene da Palermo, vive e lavora a Milano. Christiana ha 23 anni, viene da Torre del Greco e vive a Siena dove frequenta il 6° anno di Dentistry and Dental Prosthodontics.

Christiana ed Alessandra hanno creato Knotted Bag, mini bags in tessuto interamente fatte a mano, per realizzare un sogno e sostenere il progetto “La Terrazza dei Bambini” all’Istituto Ortopedico Rizzoli. Affetto, storie di vita, di valori condivisi, ispirazioni: questi i principi alla base della loro avventura. Un’idea nata dall’esperienza di Christiana, che è stata ed è ancora oggi paziente del reparto di Osteoncologia e Clinica III Ortopedica ad indirizzo oncologico dello IOR: “Quando ho letto del progetto “La Terrazza dei Bambini” ho subito deciso che avrei in qualche modo contribuito alla realizzazione di questo meraviglioso spazio. Fondare questo piccolo brand significa per me darsi una spinta verso il futuro nonostante la malattia che avanza, perseguire comunque i propri obbiettivi, così come continuo a fare con l’università e nei gruppi di ricerca di cui faccio parte. È importante continuare a portare avanti le proprie ambizioni, i progetti e i sogni.”

Tutte le borse Knotted sono realizzate a mano con cura e passione. Nei primissimi mesi di lancio del brand, nato a luglio 2023, la nostra sarta d’eccezione è stata la nonna di Christiana, Nonna Rita, che ha cucito per Knotted più di 100 borsette. Attualmente Nonna Rita ci supporta ancora molto ma il lavoro è diviso tra lei e alcune professioniste di Torre del Greco.

Della zona sono anche i nostri fornitori di stoffe e altri materiali, che cambiano in base a quello che cerchiamo per assicurarci di offrire il miglior prodotto possibile. Ogni pezzetto di tessuto, ogni piuma, ogni strass infatti è scelto tra tanti dopo una attenta ricerca...

Ciascun articolo è realizzato ad hoc e personalizzabile in diversi modi. Una volta pronte, le borse vengono affidate ad una logistica locale che fin da subito ha scelto di supportarci e che spedisce alle nostre clienti in tutta Italia.

Acquistando una Knotted Bag sostieni anche tu questo importante progetto: parte del ricavato della vendita sarà devoluto per realizzare “La Terrazza dei Bambini”, un luogo di gioco, svago, studio, convivialità per bambini ed adolescenti che seguono lunghi percorsi di cura.

Come acquistare la tua Knotted Bag? Visita la pagina Instagram knotted_handmadebags!

Vivere il LINFEDEMA

Linfedema: 40.000 nuove diagnosi all’anno in Italia, 300 milioni di persone in tutto il mondo ne soffrono. Pochi centri specializzati per effettuare una diagnosi rapida e impossibile da eliminare definitivamente, il linfedema rappresenta una malattia molto diffusa e altrettanto invalidante che colpisce una fetta abbondante della popolazione.

Ecco alcune testimonianze di associate di Lega Italiana Lotta al Linfedema.

Sconvolgente… Sapere della possibilità di aver sviluppato il linfedema è stato sconvolgente.

Non sono più soltanto R., io sono anche il mio linfedema ora: ho subito una trasformazione che mi ha obbligato a imparare un nuovo modo di vivere, di fare le cose quotidiane.

Poche settimane dopo l’intervento è comparso improvvisamente l’ingrossamento della gamba sinistra… un vero e proprio trauma.

Il dottore mi disse: “Signora le ho salvato la vita, cosa vuole che sia una gamba gonfia… si metta i pantaloni!”

Se avessi ricevuto la diagnosi subito, all’insorgere dei sintomi, non sarei arrivata al terzo stadio della malattia: è questo che fa mi stare male, sapere che ci sarebbero state delle possibilità per approcciarsi alle cure e non arrivare a questo punto.

La Sanità pubblica mi passa un bracciale ogni 8 mesi, ma è impensabile che basti. Oltre al dolore anche la beffa di tutti i costi a nostro carico!

Un tema delicato: noi Fondazione Rizzoli vogliamo accendere un riflettore su questa patologia spesso misconosciuta.

Come? Desideriamo apportare un contributo significativo per affrontare questa malattia: attraverso un approccio integrato, in rete con le associazioni che già se ne occupano, che parta da una corretta diagnosi, passi ad un corretto trattamento per arrivare, se necessario, alla microchirurgia.

Con il tuo aiuto possiamo raggiungere due grandi obiettivi: il primo è acquistare un dispositivo ad imaging di fluorescenza, tecnologia all’avanguardia, fondamentale per consentire la visualizzazione dei dotti linfatici, altrimenti non identificabili ad occhio nudo, e la loro funzionalità. Consente perciò al chirurgo di identificarli sul paziente, per poi intervenire con tecnica microchirurgica. Questa strumentazione diagnostica è assolutamente necessaria per identificare precocemente la patologia del linfedema nei pazienti e per poter effettuare gli interventi di microchirurgia.

L’obiettivo più ampio, il secondo, è aiutare l’Istituto Ortopedico Rizzoli ad arricchire la rete dell’offerta dei servizi della Regione Emilia Romagna, con il supporto della Lega Italiana Lotta al Linfedema, nel creare il Centro Regionale per Diagnosi e Trattamento Chirurgico del Linfedema, un Polo Diagnostico e Chirurgico che sia punto di riferimento sia per la nostra regione sia per tutti i pazienti che provengono da fuori regione che soffrono di questa patologia.

Che cos’è il linfedema?

Il linfedema è una condizione patologica legata ad un accumulo di liquidi nei tessuti, causata da un’alterazione del sistema linfatico che si manifesta con il gonfiore di una parte del corpo.
E’ una patologia evolutiva che tende a divenire cronica fino ad avere spesso conseguenze invalidanti, sia sul versante fisico che psicologico.

Linfedema primario: dovuto a malformazioni congenite del sistema vascolare e/o linfatico.
Coinvolge più frequentemente ma, non esclusivamente, gli arti inferiori; è di maggior riscontro nel sesso femminile, ad insorgenza precoce (prima dei 35 anni) e, più raramente, ad insorgenza tardiva (dopo i 35 anni). Molto rari sono i casi presenti dalla nascita o nei mesi successivi.

Linfedema secondario: compare quando si crea un danno diretto del sistema linfatico,quali traumi, infezioni, interventi chirurgici, terapie radianti. La forma secondaria più frequente è il linfedema oncologico, conseguente all’intervento di asportazione di linfonodi, resa necessaria per la cura di alcune forme neoplastiche.

Christiana N.: ogni giorno è un nuovo domani.

“ Avevo 21 anni quando ho scoperto il nome della mia malattia: osteosarcoma.
A 21 anni non immaginavo che avrei indossato una parrucca, che la chemio avrebbe portato via i miei lunghi capelli.

Sono Christiana, ho 23 anni e sono studentessa all’ultimo anno di Dentistry and Dental Prosthodontics, a giugno 2021 ho ricevuto la diagnosi di osteosarcoma al femore prossimale: mi è crollato il mondo addosso e da lì è cambiata tutta la mia vita.
Il dolore che mi ha portato al Pronto Soccorso dell’Istituto Rizzoli non era un’infiammazione muscolare dovuta all’equitazione, i medici l’hanno capito subito che c’era qualcosa che non andava. Quello che pensavo fosse un semplice ingresso in PS si è trasformato in ricovero con un gesso che mi impediva qualsiasi autonomia.

Sono stata ricoverata al Rizzoli per mesi, sola e senza poter vedere nessuno, nemmeno i miei genitori poiché ero già maggiorenne.
Il Covid complicava maggiormente una situazione che mi sembrava irreale: avevo contatti con le persone care solo tramite videochiamata e questo mi ha fatto capire quanto sia importante la vicinanza fisica, per sopportare il percorso di cura. Solo dopo un po’ di tempo mia madre è stata autorizzata a starmi accanto per aiutarmi.

Ho affrontato terapie fortemente debilitanti e poi sono stata operata: l’intervento è riuscito benissimo grazie ai professionisti del Rizzoli ma purtroppo le terapie non avevano dato i risultati sperati.

Sono fortunata: ho potuto soggiornare a Bologna durante il lungo periodo di cure, non posso non pensare a chi non è fortunato come me e deve sobbarcarsi ore di viaggio stando male.

A gennaio 2022 sono tornata finalmente a casa, con una protesi al femore, senza capelli, gonfia: non mi riconoscevo più e ho dovuto imparare a riconoscermi di nuovo, piano piano.
I primi controlli sono andati bene e io cominciavo di nuovo a camminare dopo i lunghi mesi allettata.

L’esito del terzo controllo è una nuova dura prova: il male non se ne è andato, si è preso altro spazio nel mio corpo. Ho affrontato nuovi interventi. Nonostante tutto questo non ho mai interrotto i miei studi, non ho mai mollato, non ho mai lasciato che i pensieri negativi si impossessassero  di me.

Il mio corpo era abitato da qualcosa di estraneo, ma la mia testa rimaneva mia. Non avevo il controllo sul fisico ma lo avevo sulla mia mente. Non potevo e non volevo lasciarmi abbattere, non potevo permettermelo se volevo affrontare quello che mi stava accadendo. Avevo capito una cosa fondamentale: il buon umore, alimentare sempre energie positive, perseguire comunque i propri obiettivi e soprattutto condividere momenti con le persone a cui vogliamo bene erano l’unica via percorribile per non farsi sopraffare dalla malattia.

I miei genitori mi sono sempre stati vicino e mi hanno dato una grande forza; sono volati negli USA per cercare nuove possibili cure; Boston, MIT, Mayo Clinic… la risposta è stata unanime: restate al Rizzoli, è il centro migliore dove curare questo tipo di tumore. Di una cosa sono certa: senza il Rizzoli forse ora non sarei qui.

Quest’estate purtroppo ho dovuto nuovamente riprendere le cure, ma non lascio che questo alteri troppo la mia vita, la settimana è divisa tra cure e università: la mattina sono in reparto e il pomeriggio studio, sono anche membro attivo di gruppi di ricerca. A luglio mi laureerò!

A farmi compagnia durante le 4 ore di viaggio che mi separano dal luogo delle cure all’università, c’è Sandy la mia cagnolina di un anno che è una fonte inesauribile di tenerezza e allegria.

Quando al Rizzoli ho scoperto il progetto “La Terrazza dei Bambini”, ho subito avvertito fortissimo il desiderio di contribuire alla realizzazione di questo meraviglioso e importantissimo spazio.

Con la mia cara amica Alessandra abbiamo quindi pensato di fondare un piccolo brand made in Italy per produrre una collezione di borsette handmade: Knotted BagParte del ricavato delle vendite lo doneremo a sostegno della nascita de“La Terrazza dei Bambini”Knotted ha preso vita ufficialmente a Luglio e mi consente di proiettarmi nel futuro, nonostante le prove difficili che devo affrontare.

La vita è forte, è più forte di tutto: continuare a portare avanti le proprie ambizioni, i propri progetti, credere nei propri sogni, non mollare mai, non diventare lo specchio della propria diagnosi… questa è la medicina più importante per guardare al domani con fiducia.

Ogni giorno è nuovo giorno che riempio di tante cose, sono da sempre una ragazza con tanti interessi e voglia di fare: lo studio, il lavoro, le persone care, il progetto Knotted Bag...

Ogni nuovo giorno è un domani in più. Ed io nel mio domani ci credo, nonostante tutto.”

Migliori ospedali ortopedici al mondo: il Rizzoli nella top ten.

8° posto al mondo nella graduatoria annuale dei migliori ospedali ortopedici redatta dalla rivista statunitense Newsweek, prestigioso magazine USA che annualmente cura una graduatoria dei migliori ospedali al mondo distinti per specialità. 
 
Condividiamo con orgoglio l’importante riconoscimento internazionale ottenuto dall’ Istituto Rizzoli: “riconoscimento che nasce dall’altissima specializzazione delI’ Istituto, in cui la stretta integrazione tra assistenza e ricerca consente di offrire sempre nuove opportunità di cura” come commentato dal direttore generale Anselmo Campagna. 

Qui l’articolo completo del Newsweek: The World’s Best Specialized Hospitals 2024-Orthopedics

 

Fondazione Rizzoli e Ant insieme per Enrico.

L’unione fa la forza! Fondazione Rizzoli e Ant insieme per aiutare Enrico a ricevere una nuova protesi che gli garantirà una migliore qualità di vita.

Enrico, in arte Bubu Doc, operato al Rizzoli nel 2017 per un raro tumore osseo, necessita di una nuova protesi ortopedica: quella che attualmente Enrico utilizza è logora ed obsoleta e gli causa dolore tanto da rendere difficile il camminare. 

La Fondazione Istituto Ortopedico Rizzoli, con il suo progetto Do.P.O. (Donazioni Protesi Ortopediche), ha prontamente raccolto l’appello di Ant, per collaborare nel raggiungere la cifra di 20.000 euro, necessari per acquistare nuovo ausilio, fondamentale per rendere la vita di questo ragazzo, già messo a dura prova in tenera età, un po’ più semplice.

Il nuovo ausilio, fabbricato dall’azienda Ottobock, permetterà ad Enrico di muoversi con minor fatica e un minor dispendio energetico: tutto questo per prevenire eventuali complicanze dovute all’affaticamento eccessivo nel movimento. 

La protesi è caratterizzata da articolazioni del ginocchio e dell’anca polifunzionali in titanio e a controllo idraulico, mentre il piede sarà in fibra di carbonio. 

Non appena abbiamo appreso della necessità di Enrico di una nuova protesi e dell’impegno di Ant nella raccolta fondi per l’acquisto – spiega Federica Guidi presidente della Fondazione Rizzoli – abbiamo attivato il nostro progetto Do.P.O. istituito fin dalla nascita della Fondazione affinché i pazienti con necessità particolari possano accedere a protesi altamente tecnologiche ed evolute, sulla base di un progetto riabilitativo adeguato. Siamo molto felici di collaborare con la Fondazione Ant e contribuire a dare la possibilità ad Enrico di tornare ad una vita piena, alle sue attività e alle sue passioni. 

La Fondazione crede molto in questo progetto e speriamo, dopo questa prima importante possibilità, di contribuire ad aiutare molti altri giovani e non solo a ritrovare le forze per superare gli ostacoli imposti da traumi o malattie”. 

La Fondazione Rizzoli si è quindi impegnata ad aggiungere ai fondi raccolti dalla campagna di Ant, e alla quota coperta dal sistema sanitario nazionale, tutta la cifra necessaria per affrontare il costo del nuovo ausilio realizzato su misura per Enrico, dalle caratteristiche molto particolari. La campagna di raccolta di Ant è stata pertanto chiusa e dall’inizio di agosto i fondi saranno già disponibili per l’acquisto.

3D Lab: un progetto per rendere le cure “su misura”

Vogliamo ringraziare coloro che hanno donato a favore del progetto 3D Lab: un laboratorio 3D per ampliare la possibilità di avere una medicina personalizzata e impianti su misura per i pazienti, punto di riferimento per i chirurghi e luogo di condivisione di tecnologie e competenze tra professionisti. Un grazie a Giovanni Domenichini, membro del nostro CdA, e alle persone che hanno deciso con la loro generosità, di rendere possibile questo bellissimo progetto:

Nicola Ancarani, Giampiero Bergami, Gianmaria Cesari, Giuseppe Colaiacovo, Brunello Cucinelli, Augusto e Vincenzo Cremonini, Luca Dini, Massimo Galassini, Davide Galletti, Fabio Gallia, Claudio Lucchese, Alessandro Menozzi, Marco Minoccheri, Gianluca Pavanello, Piero Pennesi, Enrico Rossetti, Luca Sghedoni, Lamberto Tacoli, Massimiliano Tacoli.